Sogni d'autore

Da qualche anno mi fanno visita in sogno alcuni autori (scrittori, musicisti) del presente e del passato *. Persone sensibili, tutte accomunate da un vibrante spirito infantile. Alcune sono carissime conoscenze, altre avrei voluto che lo fossero. Ognuno di loro ha un qualche dono per me. Ma io non me ne accorgo subito. Al risveglio il sogno svanisce come un qualsiasi altro sogno, senza che io abbia il tempo di elaborarlo e riassaporarmelo. Se non fosse che, dopo qualche ora, si ripresenta a me sotto forma di nitidi ricordi che lo ricompongono, vivido, nella sua cronologia e soprattutto gli conferiscono un significato. Il significato è il dono. Ogni visitatore ha un prezioso lascito per me. Un insegnamento, una qualità, pezzi di me. Ognuno mi porta proprio ciò di cui ho bisogno nel momento della mia vita in cui più ne ho bisogno. Le conversazioni con loro sono così reali, che fatico a distinguere in che spazio e tempo hanno compimento. Loro stessi sono così reali, perché, forse, in molti casi sono veramente loro a manifestarsi. O comunque proiezioni fedeli di loro. Certe cose che mi dicono o certi sentimenti che esternano non possono che appartenere a loro. Di questo ne ho certezza.

Questo luogo è una sorta di piccola nuvola onirica nella quale rivivere questi incontri notturni. 

* Charles Bukowski, Fabrizio De André, Jack Kerouac, Tonino Guerra, Stefano Bollani,  Alessandro D’Avenia, Massimo Gramellini, Igor Sibaldi, Anne Givaudan...

Anne Givaudan

Anne Givaudan è una cara amica dotata di sensibilità non comuni. Insieme abbiamo scritto un libro (“La maga e la bambina”) uscito in Italia e Francia, con la prefazione del comune amico Stefano Bollani. In più di una occasione ho incontrato Anne in sogno. Ricordo con particolare emozione il più recente. Io e Anne siamo nel fondo di una sala che si trova all’interno di un convento di suore. C’è anche una ragazza in quella sala, sta fumando una sigaretta, è una sigaretta fatta a mano che contiene, oltre al tabacco, una sostanza stupefacente in modica quantità. Vicini a lei ci siamo io e Anne, seduti di fronte. Anche Anne sta fumando una sigaretta simile a quella che fuma la ragazza, ma nella sua la sostanza stupefacente è in quantità molto superiore. A un certo punto, mi chiede di sorreggerle la testa, teme un giramento per effetto di quella sigaretta e di stramazzare al suolo. Io avvicino le mie mani alle estremità del suo volto, che si abbandona… appena le mani vi si posano sono pervaso da un senso di profonda commozione. Non ho mai sentito così intensamente una persona, non ho mai sentito prima una sensazione di tale bellezza. Sono estasiato dalle sensazioni che mi arrivano da quel contatto, come che provassi la gioia di un contatto per la prima volta in vita, come che il suo volto - il contatto con esso - avesse improvvisamente ampliato la sensibilità delle mie mani. Dalla mattina successiva mi accorgo che ogni contatto fisico è totalmente diverso, mi infonde sensazioni più intense, vibranti, emozionanti. Come che quel sogno abbia sbloccato anche nella realtà il mio senso del tatto da un torpore che non gli permetteva di vivere pienamente.